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Per la fantomatica esondazione del fiume Aterno…

LA GRANDE MURAGLIA DI GOIO


stampa pagina 12 ottobre 2010

Sulla vicenda della messa in sicurezza idraulica della città dell'Aquila, siamo già intervenuti nei giorni precedenti e pubblichiamo volentieri un intervento, di "Un gruppo di cittadini indignati e disperati. Cittadini che, causa l'incapacità di un'amministrazione comunale affatto trasparente, sono sempre gli ultimi a sapere di provvedimenti che spessissimo vanno a ledere i loro interessi, senza avere la possibilità di potersi tutelare da abusi e soprusi.
Gentile Direttore,
le scrive un piccolo gruppo di cittadini aquilani, con lo scopo di rendere noto a tutta la cittadinanza cosa si sta muovendo a nostra insaputa intorno alla città. In maniera concisa esponiamo il fatto: è stato approvato un progetto, con lo stanziamento di 60 milioni di euro,  per la realizzazione di un'opera mastodontica volta a proteggere la città da una possibile esondazione del "fiume" Aterno. E'  prevista la costruzione di un'enorme vasca per la raccolta delle acque nella pianura compresa tra la S.S. 80 e la Scuola della Guardia di Finanza, con conseguente esproprio di decine di ettari di terreni dove, tra l'altro, molti proprietari dei terreni hanno realizzato abitazioni  a proprie spese a seguito del sisma, e dove esistono attività imprenditoriali e di ristorazione. E' superfluo aggiungere che dietro una tale iniziativa ci siano forti interessi politici ed economici. E' infatti stato osservato da esperti e tecnici che il progetto è sproporzionato rispetto alla ridicola portata del fiume e che comunque è possibile mettere in sicurezza il territorio con interventi sugli argini o in una zona più a monte, senza penalizzare i singoli proprietari dei terreni, ma soprattutto evitando un impatto ambientale ed estetico disastroso. Ricordiamo che si tratta di una zona nevralgica della città, diventata ormai centrale, attorno alla quale esistono innumerevoli abitazioni. La realizzazione di un tale "ecomostro" renderebbe il territorio circostante invivibile in quanto diventerebbe una palude popolata di insetti.
Ieri, 11 ottobre, all'ordine del giorno del Consiglio Comunale era prevista la discussione del problema, ma è stato palese che non c'era alcuna volontà di trattare l'argomento, soprattutto da parte del sindaco che ridacchiava stoltamente. Appare evidente che stanno facendo in modo che si sappia il meno possibile, in modo da poter agire liberamente e far scadere i termini per un possibile ricorso. E' mai possibile che in questa città del terzo mondo si debba essere costretti a sottostare alle silenti manovre di amministratori incapaci e fannulloni, da noi pagati, che si danno da fare solo nel momento in cui vedono che si muove qualcosa su cui "mangiare"? Quanto ancora dobbiamo sopportare l'abuso del loro meschino potere?

Anche noi dell'Editoriale siamo convinti che sotto questo immane sperpero di denaro pubblico e dietro "la scusa" della messa in sicurezza della città dell'Aquila, si celino interessi che sicuramente, non sono quelli dei cittadini aquilani. Ci sembra anzi "un'opera" (si fa per dire) che tende alla valorizzazione di alcuni terreni, accaparrati dai soliti noti, che attualmente sono a rischio esondazione e quindi non edificabili. Addirittura l'opera, potrebbe essere la salvaguardia di errori commessi dai soliti politici incapaci, quando hanno deciso di espandere il Nucleo Industriale, verso quella zona. Sappiate che questo giornale sarà al vostro fianco, a supporto di iniziative a tutela del territorio.



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» Numero 54 del 13 ottobre 2010

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