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VERINI, L'ENI NON DONERA' I 20 MILIONI DI EURO PER IL CENTRO DI RICERCA, LA DELIBERA APPROVATA È NULLA
stampa pagina 13 ottobre 2010
Enrico Verini
In Consiglio si è consumata l'ennesima beffa ai danni della città, dell'università e anche di un donatore, in questo caso l'ENI, che aveva deciso di regalare una struttura di ricerca universitaria.
La delibera che avrebbe dovuto dare il via all'opera al progetto, infatti, per inettitudine, incapacità dell'amministrazione attiva, in particolare del Sindaco e dell'Assessore proponente Riga, è stata approvata dopo 34 giorni rispetto all'accordo di programma stipulato tra Comune, Provincia, Università ed ENI. Come tutti sanno però il termine massimo per l'approvazione di tali accordi è perentoriamente per legge di 30 giorni, pena la nullità dell'accordo e quindi dell'atto.
In Consiglio, con i colleghi dell'opposizione sia di centro destra che di centro sinistra, abbiamo cercato di salvare il salvabile, dapprima depurando la proposta dall'inizialmente previsto impianto di biomasse, che di certo avrebbe costituito un inutile monumento allo spreco a e all'inquinamento, poi, cercando di impedire che fossero resi edificabili, da agricoli, ben 18.000 metri quadrati aggiuntivi rispetto a quelli necessari per realizzare la struttura di ricerca, che avrebbe avuto la necessità di 12.000 metri invece dei 30.000 accordati..( per quale speculazione edilizia sono stati aggiunti i 18.000 non necessari?).
Avevamo infine proposto, dato che i termini erano scaduti, di riportare in consiglio la delibera ex novo, con un tempo necessario di un mese, per far si che potesse essere votata da tutti e quindi essere valida; ma non hanno voluto ascoltare ragioni ed ora io mi chiedo, di fronte ad un investimento previsto di 20 milioni di euro, chi mai inizierà sul serio a costruire quando si sa che l'atto approvato è nullo per legge?
Forse credono che una struttura come l'ENI, metterà in gioco questa cifra e la propria credibilità sapendo che basterà un semplice ricorso al TAR di un cittadino per far annullare tutto?
Sicuramente questo non accadrà e la città, così come l'Università, perderanno l'ennesima occasione di sviluppo; occasione persa per manifesta incapacità di questa sinistra ma, ancor più della coalizione in sé, degli uomini che mal rappresentano in questo momento la nostra città.
Pongo anche una seconda questione; con quale faccia il Sindaco e l'assessore Riga potranno mai guardare quei cittadini aquilani, proprietari di terreni con destinazione universitaria, sopra i quali altro non può essere costruito che strutture di natura appunto universitaria se, come in questo caso, si preferisce edificare su terreni agricoli cambiandone la destinazione, piuttosto che su quelli con l'adeguata destinazione, ogni volta che l'ateneo ha bisogno di edificare?Cosa diranno a questa gente, che per oltre 30 anni ha pagato le tasse su quei terreni? Come potranno parlare di rispetto delle regole a chi compie abusi, quando essi stessi ne compiono di legalizzati?
Un normale cittadino, in questa città, se vuole costruirsi un piccola abitazione per se stesso e per la propria famiglia, deve possedere o comprare un terreno edificabile, a caro prezzo: Il Comune dell'Aquila invece, semplicemente muta la destinazione, a suo piacimento, di quelli agricoli, in spregio ad ogni etica, quando vuole o vorrebbe farsi promotore di edificazioni.
Avanzo una proposta: il Comune, dato il suo comportamento, muti la destinazione oramai inutile di quei terreni a destinazione universitaria e li trasformi in attrezzature generali; toglierebbe un inutile fardello ai numerosi proprietari nostri concittadini e almeno recupererebbe un po', mai completamente, la faccia che ha perso e che continua a perdere ogni giorno, con i suoi atti vergognosi.
E' sempre più evidente come così non si possa andare avanti; il Sindaco, invece di minacciare dimissioni quotidiane ai consiglieri della sua maggioranza, pavidi di fronte alla prospettiva di nuove elezioni libere, le rassegni davvero, dando modo alla nostra città di scegliere una classe dirigente diversa, adatta al difficile momento che viviamo, di fronte al quale l'attuale amministrazione ha fallito miseramente.
Enrico Verini
Rialzati L'Aquila
» Numero S138 del 13 ottobre 2010
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