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SFIDUCIATO E ORMAI SOLO COME UN CANE, CIALENTE SI PREOCCUPA SOLO DI MANCINI


stampa pagina 14 ottobre 2010

Cialente Mancini

Il sindaco Massimo Cialente, in mattinata ha fatto il pazzo. Ogni volta che si muove il consigliere Angelo Mancini, ed in effetti ha tenuto una conferenza stampa con alcuni colleghi dell'opposizione, Cialente trema come una foglia, e teme le conseguenze che gli si ritorceranno contro, perché per lui, Mancini fa opinione, e si tira dietro una gran massa di persone. La questione è sempre la stessa da due mesi e più, l'Eni ed i laboratori di ricerca, da far digerire ai consiglieri in qualsiasi salsa, purché la ricetta sia gradita a Massimo Cialente, che in Consiglio si difende come un leone, salvo poi rintanarsi a Villa Gioia, dove si fa riferire ogni cosa che gli accade intorno, e cosa pensano i consiglieri, perché ormai non si fida più di nessuno. Lunedì scorso, prima dell'approvazione illegittima di quella delibera, che trasforma diversi ettari di terreno agricolo, di proprietà dell'ateneo, in edificabile; Cialente ha subissato i consiglieri di messaggini con cui invitava al voto favorevole di quella delibera, pena, la "sua" umiliazione di fronte all'Università. In un messaggino telegrafico, la parola umiliato, Cialente l'ha usata per ben due volte. E' andato quindi in Aula, a farsi massacrare da chiunque, maggioranza ed opposizione, sul progetto Eni ed altro ancora, con pochi fedelissimi disposti a difenderlo, ha assorbito gli attacchi, gliene hanno dette di tutti i colori sulla sua incapacità amministrativa, sul lavoro sciatto che sta portando avanti, sulla sua totale inadeguatezza a progettare la ripresa di una città terremotata, insomma per il Consiglio comunale dell'Aquila, Massimo Cialente ha fallito su ogni fronte. Il sindaco da vero folle, è rimasto comunque seduto sul suo scranno, lasciandolo solo di tanto in tanto, per andare tra i consiglieri cercando a tutti i costi un compromesso o il dialogo con Perilli, a cui al cellulare, ha passato perfino Di Orio, chiamato inopportunamente nel corso della seduta perché parlassero. Ma di che? Vani tentativi, quelli di Massimo Cialente, perché un'intera Aula gli ha mostrato il proprio disagio, e quei pochi che lo hanno difeso, lo hanno fatto perché dovevano, senza esserne convinti, tanto per, non riuscendo a salvargli nemmeno la faccia. E' andato quindi al voto, Massimo Cialente, e solo con 17 voti risicati, dirà all'Eni che potranno fare i laboratori di ricerca, senza poterli però rassicurare sul fatto, che il loro investimento è al sicuro, in quanto quella delibera è illegittima.
Traccheggi oziosi, quelli di Massimo Cialente, che non si preoccupa di tenere al palo per mesi una città disastrata, a causa di una delibera fatta con i piedi, concepita male, amministrativamente parlando indecente, e mai chiarita nei contenuti, nonostante le sollecitazioni in tal senso, di 40 consiglieri all'assessore competente Riga, ma si preoccupa e si strappa i capelli, perché Angelo Mancini lo critica, e lui, il Sindaco, ne teme le conseguenze, per il gran seguito che gli attribuisce quando si esprime. C'è quindi un Sindaco che non ha più una maggioranza, contestato da ogni consigliere, che pure non lo sfiducia, ma solo perché non sa come recuperare poi il gettone di presenza; e criticato in ogni sua scelta, basta guardare il rifiuto della riqualificazione di Piazza d'Armi o del Parco del Sole, a dimostrare che è ormai saltata la fiducia, Cialente non lo vuole più nessuno, ma lui fa finta di nulla, invia messaggini, ostenta tranquillità, e riesce a preoccuparsi solo se il consigliere Angelo Mancini, cioè se un solo consigliere, gli fa le pulci.
Stia tranquillo Cialente, perché Mancini non farà mancare il proprio appoggio, certo, non gli cala il fatto che si va avanti ancora a colpi di variante urbanistica, invece di mettere mano alla nuova pianificazione, "tecnica", duramente osteggiata con la vecchia opposizione a Tempesta, eppure fatta propria da un Sindaco, che promise una grande rivoluzione, ed invece ha rinsaldato e stratificato un potere che spargerà il sale sulla città, ma a lui importa poco, anzi se Angelo Mancini d'ora in poi farà il bravo, per lui, per Cialente, andrà tutto a posto.


Alessandra Cococcetta



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» Numero 55 del 14 ottobre 2010

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