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ONLUS ‘SALVIAMO PAGANICA', "NO ALLA CENTRALE A BIOMASSE"


stampa pagina 26 ottobre 2010

Biomassa

Il fronte del NO alla centrale a biomasse nei pressi di Monticchio inizia a muovere i primi sostanziali passi. Il Comitato formato dai Consigli di Circoscrizione di Paganica, Monticchio, Camarda, S.Elia, Pianola e dai Comuni di Fossa, P.Picenze, Barisciano ha convocato un incontro di lavoro per venerdi 29 alle ore 19 presso la sala civica di Paganica, al quale sono stati invitati anche il Sindaco Cialente, la giunta, in primis l'ass. Moroni, ed i Consiglieri Comunali. Incontro importantissimo per i tanti residenti della zona interessata, visto che nel recentissimo caso di una centrale ad Avezzano è stato proprio l'intervento del sindaco (contro tutti) a scongiurare la speculazione sul territorio. Termine ultimo per sperare in una soluzione amministrativa, è l'8 novembre, ovvero il prossimo consiglio comunale, dove all'ordine del giorno dovrebbe esserci una Mozione di sfiducia a tale progetto. Se ciò non avverrà, essendo contrari tutti i consiglieri, assessori e cittadini, vorrà dire che il comune ha rinunciato definitivamente ad amministrare la città,. Intanto, in seno al direttivo della ONLUS "Salviamo Paganica" è nato un gruppo di lavoro promotore del costituendo comitato per organizzare eventuali azioni di protesta contro l'inizio dei lavori, fissato per il prossimo dicembre. E ci si augura che un lavoro in tal senso venga svolto in tutte le realtà della zona. Altro segnale che l'attenzione si alza, è quando è in gioco la salute di tutti i cittadini.

ONLUS "Salviamo Paganica"

LE RAGIONI DEL NO ALLA CENTRALE A BIOMASSE

La legge europea che equipara queste centrali/inceneritori alle fonti rinnovabili (solare, eolico, idrico) è praticamente scandalosa. Si andranno a bruciare 160 tonnellate di scarti di legno al giorno, prodotti in un area del diametro di 140 km e questa distruzione viene definita "rinnovabile".
Secondo la stessa legge, dette centrali devono collocarsi all'interno dei Nuclei Industriali, forse pensando che in un Nucleo Industriale non ci siano anche abitazioni, stalle,negozi, personale operativo, (operai impiegati, dirigenti) centri commerciali(ultima la COOP), l'università, il tribunale e una Strada Statale,la 17,che la attraversa. Può ancora questo essere considerato solo e soltanto un Nucleo Industriale?
Inquinamento ambientale da POLVERI SOTTILI che la stessa ditta ha ammesso. Ovvero malattie mortali e danni alla salute irreparabili.
Perdite di posti di lavoro, per il fortissimo impatto che la centrale avrà nella zona. Un impianto acceso 24ore al giorno, 365 giorni l'anno, che emana fumo, calore, vapore e le già citate polveri sottili. Si pensi ai tanti Centri Commerciali e attività che da Bazzano a S:Gregorio hanno riempito le nostre nuove vite.
Sarebbe un pessimo biglietto da visita per chi entra in città da Pescara, Sulmona e la valle Subequana.
Nessun vantaggio economico per la popolazione e la città, solo introiti per una società che un mese dopo il sisma si organizzava per passare alla "chetichella" un progetto scartato da tutti (nel pieno delle loro facoltà mentali). Si può parlare di momento favorevole per certe iniziative quando le menti della gente sono occupate da altre preoccupazioni?
Ennesimo affondo alla X circoscrizione, che si vede, a sua insaputa, al centro dei pensieri dei suoi amministratori sempre e solo per progetti degradanti.
Ennesimo impoverimento del patrimonio immobiliare della zona, ormai diventata Terra di Nessuno.
Ennesimo sgarbo alla popolazione che non ha neanche più il diritto di essere informata riguardo le decisioni degli amministratori.
Non per ultimo, il CHIARO SOSPETTO che tale centrale si trasformerà in un inceneritore di immondizia e quant'altro la legge definisce "biomasse". Confrontare studio ENEA sulla non convenienza di tali impianti sia dal punto di vista economico che del risparmio energetico quando la materia prima della combustione deve essere prodotta;
Con la stessa cifra investita in pannelli solari si otterrebbe lo stesso numero di Megawatt prodotti.
Per altre 47 motivazioni, che non sono meno importanti.
Insomma, tali centrali, se proprio devono esistere, dovrebbero stare lì dove si produce tanta quantità di scarti di legno, dove ci sono industrie di legname. Non di sicuro a L'Aquila, che ancora non ha saputo reimpiantare un albero dall'enorme disastro dell'incendio di San Giuliano. Che fanno? Aspettano l'alluvione, la frana?



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» Numero 57 del 26 ottobre 2010

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