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MONTAGNA: MASCI, RISORSE A CHI PROGETTA DI CONCILIARE I TEMPI
stampa pagina 26 ottobre 2010
Carlo Masci Ci sono le risorse per finanziare progetti pilota sulla conciliazione dei tempi in favore dei comuni montani, e di quelli appartenenti alle ex Comunita' montane. Per partecipare e' aperto un bando pubblicato sul Bura n. 59 del 15 settembre 2010. Ne ha dato notizia l'assessore agli Enti locali, Carlo Masci. "Sia chiaro - ha avvertito Masci rivolgendosi agli amministratori locali, intervenuti ad un worshop sulla Montagna: noi non faremo come Maria Antonietta che al popolo che aveva fame dava le brioches. Questi finanziamenti non sono un di piu' ma parte integrante di un ragionamento complessivo sulla montagna che dalla riforma delle comunita' montane in poi non prescindera' dalla programmazione degli interventi". Il bando sui tempi di conciliazione tra la famglia, il lavoro, il sociale, il tempo libero con quelli della organizazione stessa dei comuni montani, in termini di servizi essenziali e' in applicazione del piano territoriale dei tempi e degli orari in ambito montano. "Dopo il taglio alle Comunita' montane e le norme nazionali nel frattempo interscorse, anche in sfavore del sostegno finanziario a questi enti - ha spiegato Masci - c'e' la necssita' di costruire, o meglio inventarsi un nuovo percorso, sapendo che da un lato le risorse sono ormai esigue e che, dall'altro, i servizi essenziali devono essere resi ai cittadini". Questa attivita' di analisi e di concertazione con i soggetti interessati "portera' ad una revisione della legge sulla montagna, nell'obiettivo di bloccare l'emorragia dai centri minori e, anzi, di renderli, invece, una valida alternativa, sul piano della qualita' della vita". Il piano per le politiche temporali e' obbligatorio per le citta' superiore e trentamila abitanti ma puo' riguardare anche comuni piu' piccoli in forma associata. Per l'assessore alle Politiche di genere, Federica Carpineta, che ha partecipato con Masci al workshop, "iniziative di questo genere sono necessarie perche' rispondono anche ad un altra problematica: liberare le risorse al femminile per inserirle in un contesto lavorativo e di progressione di carriera che non sia compromesso all'origine dall'organizzazione stessa della vita familiare. In Abruzzo - ha concluso Carpineta - la disoccupazione femminile e' lontana non soltanto dalla media nazionale ma anche da quella sancita dal trattato di Lisbona".
» Numero 57 del 26 ottobre 2010
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