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Concorsopoli all'Università dell'Aquila

SCANDALO!!!

SEQUESTRATI GLI ATTI

stampa pagina 3 novembre 2010

Ferdinando Di Orio Ferdinando Di Orio

Che "il diritto" d'insegnamento nelle università sia roba di "casa nostra", ognuno lo dice in giro, ma raramente si riesce a provarlo; insomma è stata sempre una leggenda metropolitana che più d'uno ha raccontato, confidenzialmente, all'amico. Una volta entra mio figlio, poi...il tuo, poi ancora la figlia dell'amico, quindi il nipote dell'amico degli amici, per finire (ma non finisce mai)...l'amante del famosissimo barone universitario e...così via. Alla facciaccia dei meritevoli e di coloro che si fanno un mazzo tanto, e che meriterebbero "veramente" d'insegnare. La malauniversità in Italia, non riesce a togliersi il vizietto. Ma se in passato il passaggio della cattedra avveniva spesso di padre in figlio, in modo diretto, adesso "lor signori" hanno inventato addirittura i favori incrociati: tu dai una cattedra a me a Roma...io ne do una a te, ad esempio all'Aquila. Magari con i famosi "finanziamenti ad hoc", che all'Università dell'Aquila sembra vadano molto di moda.
Ed infatti proprio in questi giorni, i carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica dell'Aquila, hanno acquisito gli atti relativi a due concorsi, per professore ordinario, banditi dall'Università dell'Aquila nel 2008. Due concorsi (si fa per dire) che già all'epoca del bando, suscitarono notevoli polemiche interne all'Ateneo, per via di certi strani finanziamenti abbinati ai concorsi stessi. Tanto che gira una storia metropolitana, secondo cui, se vuoi diventare associato, non devi far altro che procurare un finanziamento da 500mila euro in su... ed il bando di concorso, potrebbe essere fatto su misura per il fortunato di turno. Ma...torniamo a Bomba ed ai (concorsi?).
Il primo concorso è stato per il settore "Scienze e tecniche Dietetiche" (codice MED/49), finanziato completamente con fideiussione di 600mila euro dalla Selex Service Management Spa, il secondo per il settore "Scienze e Tecniche Mediche" (codice MED/50) che dopo un giro sospetto di finanziatori, è stato garantito economicamente da una sconosciuta, e non meglio identificata associazione marsicana, denominata ASCMA con sede sociale a Capistrello, con altra fideiussione di 600mila euro.
A questo punto, sorge spontanea una domanda: perché Selex Service Management, è interessata a finanziare concorsi per la Facoltà di Medicina, per giunta, dell'Università dell'Aquila? Chiunque
avesse voglia di "viaggiare" sul web, noterebbe che la Selex è una società di Finmeccanica che opera nel settore elettronico per la difesa, ed è molta attiva nelle soluzioni complesse, basate sulle tecnologie avanzate e della banda larga. Questo...in sintesi. Che c'azzecca con Medicina, direbbe l'amico del rettore Di Orio, Antonio Di Pietro?
Da quando in qua, una società che si occupa di elettronica per la difesa, sicurezza e quant'altro ed è azionista al 30% della Abruzzo Engineering spa (60% Regione Abruzzo e 10% Provincia dell'Aquila), decide di investire 600mila euro nelle Scienze Dietetiche? Certamente la cosa, non è apparsa chiara nemmeno alla Procura dell'Aquila, se è vero com'è vero, che sulla vicenda è stata aperta un'inchiesta, per la quale addirittura si vocifera che il Gip, che ha seguito il caso, avrebbe richiesto al Pm, la restrizione cautelare per tre persone. E che la cosa puzzi di bruciato lontano un miglio, è dimostrata dal fatto che la Facoltà di Medicina dell'Aquila, pur potendo nominare come commissario interno uno dei suoi docenti, ha "preferito" nominare un certo Antonino Di Lorenzo di Roma - Tor Vergata, notoriamente uomo di fiducia del discusso rettore Lauro. É proprio qui, che casca l'asino: sul concorso furono presentati alcuni ricorsi tra cui quello della prof. Maria Giuliana Tozzi ed altri candidati avrebbero ricusato i commissari. Quelli di "Radio Serva anch'Io" parlano, nemmeno troppo velatamente, di scambi di favori tra i rettori.
La faccenda del secondo concorso è ancora più bizzarra, tra il maggio ed il giugno del 2008 arrivano all'Università aquilana curiose disponibilità a finanziare concorsi per ordinario a Medicina, da parte di società (fantasma?) del gruppo marsicano De Lorenzo, padrone delle ricchissime cliniche private avezzanesi. Ma perché in una sola settimana ci sono ben tre passaggi di mano, dei "famosi" 600mila euro, tra tre diverse società dello stesso gruppo imprenditoriale? La risposta è semplicissima: uno dei candidati è un rampollo dei Di Lorenzo, attuale ricercatore a Roma - Tor Vergata. Guarda caso!
Molto presto comunque, saremo in grado di scrivere ancor più dettagliatamente, gli sviluppi di quest'ennesima deplorevole vicenda, che certamente non fa fare bella figura all'Ateneo aquilano.
Si spera che anche quest'inchiesta non faccia la fine dell'altra (quella degli assegni incassati da Di Orio): trasferita nel "porto delle nebbie" del Palazzaccio di Roma. Siamo comunque fiduciosi poiché, come soleva dire mio nonno in situazioni analoghe: "Tanto va la gatta al lardo che...ci lascia lo zampino". Il (magnifico?) rettore Di Orio, prima o poi ci lascerà il suo... "zampone".


Peppe Vespa



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» Numero 59 del 3 novembre 2010

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