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CHIODI; SANITA', NON ERA POSSIBILE MANTENERE UN TITANIC


stampa pagina 27 dicembre 2010

"Non era piu' possibile che l'Abruzzo avesse 35 ospedali tra pubblici e privati, spesso cloni gli uni degli altri, a distanza ravvicinata, alcun dei quali con casistiche assai limitate, con alto numero di ricoveri impropri, con un numero elevatissimo di primari in pianta organica e, a sentire gli esperti, anche rischiosi per i pazienti. Il mantenimento di un tale Titanic assorbiva tutte le risorse invece di impiegarle nella qualificazione dei nostri ospedali principali attraverso investimenti in apparecchiature diagnostiche e tecnologia medica". Lo ha detto il presidente Chiodi nel suo messaggio di fine anno. "Non era piu' possibile - ha aggiunto - che avesse una sanita' privata senza regole e senza controlli. Non era piu' possibile che l'Abruzzo avesse le Comunita' Montane a livello del mare, ne' che avesse un numero di dirigenti esorbitante rispetto ad altre Regioni, ne' societa' di ingegneria regionali, aziende territoriali regionali, societa' partecipate come Abruzzo Engineering, il cui unico scopo era rispondere alle esigenze clientelari della politica. Ne' era piu' possibile che i membri del parlamento regionale avessero una indennita' vitalizia vantaggiosissima rispetto a tutti gli altri. Ne' era possibile che si finanziassero sulle spalle degli abruzzesi sedi all'estero, corsi di formazione inutili, societa' di capitali operanti nello sport professionistico, enti di ricerca e progetti di ricerca auto-referenziali la cui 'ricerca' non aveva prodotto applicazioni tecnologiche ne' citazioni o riconoscimenti internazionali. Non era piu' possibile, infine, che per anni l'Abruzzo avesse speso, ogni anno, dal 50 al 100 per cento in piu' di quello che avrebbe potuto permettersi per 'accontentare' corporazioni e 'territori' con l'effetto di indebitare le nuove generazioni di abruzzesi e sottraendo loro, ai giovani, ogni volta che lo si faceva, quote di futuro e di speranza".
Per questo, credo - ha rilevato il presidente - di aver compiuto importanti passi avanti per assicurare un futuro meno incerto alle giovani generazioni, ai nostri figli, che non meritano un'eredita' fatta solo di conti da pagare. Ma anche per fare dell'Abruzzo una 'Regione modello', in cui i malati possano curarsi in strutture d'eccellenza a costi contenuti; in cui non si sprechino risorse per enti inutili; in cui meritocrazia, scuola, lavoro e sussidiarieta' siano prioritari; in cui ci si possa identificare come territorio virtuoso perche' tutti, e soprattutto i giovani, sanno che avranno pari opportunita' e chi si impegna di piu', chi studia di piu', chi lavora di piu', avra' maggiori possibilita' di soddisfazione nella vita. Come sapete il Governo, dall'inizio dell'anno, mi ha anche affidato l'incarico di Commissario delegato per la Ricostruzione post terremoto. Un incarico di una complessita' estrema - ha osservato Chiodi - perche' richiede quella flessibilita' necessaria per affrontare con la stessa determinazione il problema della collettivita' come quello di un singolo. In questa veste ho sempre incalzato il Governo nazionale, fino ad abbandonare polemicamente il tavolo di confronto, ottenendo risorse e trattamenti fiscali commisurati alle esigenze di cittadini colpiti da un evento drammaticamente grande. Agli abruzzesi, agli aquilani, voglio dire, in questa occasione, che il loro benessere, la loro serenita', il loro futuro sono in cima ai miei pensieri. Non c'e' momento della mia giornata in cui dimentichi questi obiettivi. E' il benessere di tutti gli abruzzesi che e' nel mio cuore e, dunque, nel mio impegno quotidiano. Un buon padre di famiglia vuole solo il meglio per i suoi cari. Ma come ogni genitore accorto, devo anche saper chiedere dei sacrifici. I conti da me ereditati, frutto di un'amministrazione assai discutibile, non mi consentono di investire in altri settori come invece vorrei. Chiedo, invece, a tutti gli abruzzesi, dignitosi, comprensivi e lungimiranti, di affiancarmi e sostenermi in questa ardua lotta agli sprechi e ai privilegi. Solo dopo aver risanato il 'rosso' potremo liberare ulteriori risorse finanziarie - oltre quelle dei fondi europei e dei Fas - per potenziare di piu' le infrastrutture, per rilanciare di piu' l'economia, per destinare piu' fondi alla ricerca, alla cultura ed alla famiglia".



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» Numero S184 del 27 dicembre 2010

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