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CENTRO STORICO E FRAZIONI, PRATICHE AL PALO. LO DICE ANCHE GIANLORENZO CONTI
stampa pagina 11 gennaio 2016
Il presidente dell’Ordine degli Architetti Gianlorenzo Conti, scrive all’assessore alla ricostruzione Pietro Di Stefano per dirgli che non tutti i ritardi dipendono dai professionisti, affogati nella mole d’incarichi, come si dice, d’altra parte, rileva Conti, non s’è mai lamentato nessuno di nulla con l’Ordine. Al contrario sottolinea i ritardi burocratici di mesi e mesi per rilasciare i permessi a costruire o scia, che comunque servono alla ricostruzione e spettano al Comune, e poi i tempi delle istruttorie. Finalmente Conti sintetizza una verità che nessuno riesce a far propria “teniamo presente - rimarca nella sua nota - che la quasi totalità delle schede parametriche parte prima del centro storico dell'Aquila e delle frazioni, dopo circa tre anni dalla loro presentazione, non vengono ancora affidate per l'istruttoria”. Manifestando infine la propria disponibilità “a trovare soluzioni idonee per il più rapido rientro dei cittadini nelle proprie abitazioni”. Bisognerebbe quindi capire come faranno a far comprendere alla città, che i 1.908 pareri emessi dall’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila ad oggi, per un importo di 2miliardi di euro, fanno semplicemente che la quasi totalità delle pratiche del centro storico e delle frazioni non sono state neanche affidate per l’istruttoria. Ci sarà ora la replica dell’assessore e poi forse la controreplica, bisognerebbe però parlare con i numeri alla mano e dire, ma si guardano bene dal farlo, quante pratiche chiude l’Usra al mese. Resta un vero mistero. Nel frattempo un avviso del 23 dicembre scorso informa che hanno riaperto, chi sa che sia davvero l’ultima volta, i termini per selezionare un esperto giuridico per gli Uffici speciali. Un termine perentorio che scadrà il prossimo 20 gennaio, avevano già revocato a novembre gli atti di una gara per trovare una società specializzata in servizi giuridici per 320mila euro, per fare un bando il 4 dicembre scorso, per poi revocare ancora una volta il tutto a fine anno. E mentre volano ovunque le risorse per la ricostruzione e si assestano uffici e strutture nate dopo il sisma, le pratiche della ricostruzione restano al palo e la rinascita non si riesce ancora a percepire.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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