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SOPRINTENDENZA A CHIETI, CGIL: DECISIONE GRAVE
stampa pagina 25 gennaio 2016
La Riforma del MIBACT è una enorme operazione strutturale che, mediante interventi legislativi impropri, punta al raggiungimento di obiettivi non rispondenti ad una logica di innovazione quanto, piuttosto, ad una radicale mutazione dell’intero sistema della tutela del patrimonio artistico culturale e del paesaggio. Viene introdotta, infatti, una cesura netta tra tutela e valorizzazione, puntando alla ‘messa a reddito’ del patrimonio. Contemporaneamente si trasformano i processi decisionali al punto tale da mettere a rischio l’efficacia nel contrasto alle operazioni speculative che nel nostro Paese non mancano mai. Ora, in questo contesto così complesso, nella Città dell’Aquila, che ha vissuto e vive plasticamente il dramma di un patrimonio culturale colpito dal sisma e dove si sperimenta, più che altrove, un rinnovato riconoscimento per l’importanza ed il valore del ruolo delle Soprintendenze, pare non debba esservi la Sede della Soprintendenza Archeologica, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo. È un fatto grave. Noi riteniamo che rivendicare la correzione dell’elenco ricognitivo delle sedi, inserito nell’allegato al recente Decreto del Ministro Franceschini, e reinserire, come previsto proprio nel testo dello stesso Decreto la sede dell’Aquila, non possa e non debba essere ricondotto ad un banale fatto di campanile, ma all’esigenza di ribadire la rilevanza del presidio dello Stato con sede nella Città capoluogo e ciò come avviene in tutte le Regioni d’Italia. E non si dica che la Soprintendenza Unica nata temporaneamente (fino al 2019) a supporto - peraltro con scarsa dotazione organica rispetto alle incombenze – possa essere motivazione per giustificare tale ‘errore’. Riteniamo, infatti, che l’attenzione e gli interventi che ci hanno visto coralmente impegnati per ‘rispedire al mittente’ i tentativi, all’indomani del 6 aprile 2009, di spostamento altrove di centri direzionali, sedi di uffici e corsi universitari non possano essere dimenticati o vanificati. E non intendiamo, quindi, assolutamente, recepire logiche di baratto che si tenta di far passare tra la localizzazione aquilana di eventi culturali ed un presidio quale la Soprintendenza che, ora e a regime, è logico che risieda all’Aquila. Tutto ciò perché il terremoto e, conseguentemente, i temporanei necessari supporti come i finanziamenti legati alla ricostruzione ed alle indispensabili politiche di sviluppo, non possono essere visti come un privilegio o un qualcosa che necessita di un riequilibrio territoriale, poiché rappresentano un diritto per un territorio che ancora combatte contro il declino.
Segretario Generale CGIL provinciale, Umberto Trasatti
Segretario Generale FP CGIL provinciale, Rita Innocenzi
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