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TAR ANNULLA GARA TRASPORTI VIZIATA
stampa pagina 1 giugno 2016
Il Tar Abruzzo ha condannato il Comune dell’Aquila a revocare una gara, per l’affidamento del trasporto degli alunni dell’infanzia e delle primarie, perché viziata. In realtà non era più stata aggiudicata proprio in attesa che il Tribunale si pronunciasse, ma sul sito dell’amministrazione trasparente non c’è traccia del bando. Su ricorso del Consorzio Trasporti e Autonoleggiatori L’Aquila, che non ha potuto presentare la domanda entro i termini per problemi al sistema informatico del Comune, e l’unica modalità per partecipare, decisa dalla Centrale unica di Committenza, è quella telematica. Il Consorzio chiese quindi alla dirigente, Ilda Coluzzi, di riaprire i termini, ma non lo fece. Quindi il ricorso al Tar con cui il Consorzio denunciava la violazione della libera concorrenza, trasparenza e parità di trattamento oltre ad un più diffuso abuso di potere. Peraltro Studio Amica Società Cooperativa, che gestisce il sistema telematico per le gare per conto del Comune, assicurò che il sistema funzionasse benissimo, e neanche dell’affidamento del servizio a Studio Amica c’è traccia di avviso pubblico, né sui compensi che percepisce. Al contrario un perito del Tribunale, prof. Eliseo Clementini dell’Università dell’Aquila, ha appurato che proprio in quei giorni di gara il sistema non funzionasse affatto, per tale ragione il Tar, ha rilevato un aggravamento procedimentale vietato dalla legge, non prevedendo l’alternativa del cartaceo ed impedendo la più ampia partecipazione alla gara, con istruzioni poco chiare, e con la mancata indicazione per la registrazione delle imprese sulla piattaforma. Il Comune dovrà quindi pagare le spese, dovrà poi pagare 5mila euro di consulenza a Clementini e nulla potrà essere chiesto al gestore della piattaforma, al contrario ogni onere o pregiudizio causato dovrà ricadere, a giudizio del Tar, “sull’ente che ha bandito, organizzato e gestito la gara con dette modalità”. Nicola Trifuoggi è l’assessore responsabile della Centrale unica di committenza introdotta proprio col suo ingresso in Giunta, perché appalti e gare fossero gestiti nella legalità piena, nella massima trasparenza e con la schiena dritta. Di certo sappiamo, perché è la storia di questo Comune, che spese e debiti non li pagherà chi ha sbagliato, perché qualcuno avrà pur sbagliato no?, ma li pagherà la comunità aquilana perché diventeranno il solito debito fuori bilancio, pronto ad esplodere tra inerzie dirigenziali e silenzi omertosi di vario tipo, con interessi e spese legali che andranno ad accumularsi. E io pago! Nella Centrale unica di committenza ancora non ruota un solo dirigente o funzionario, per l’anticorruzione; gare, avvisi ed affidamenti sono pubblicati quando capita e mai rintracciabili subito, come le norme sull’anticorruzione e sulla trasparenza impongono. Non è con questa opacità e sciatteria, che si può garantire un Comune terremotato nelle sue gare, appalti o semplici affidamenti. Massimo Cialente, abituato a trattare gli uffici come fossero sue creature, dovrà assumersene ogni responsabilità e con lui Nicola Trifuoggi.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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