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L’USRA CONTINUA A SOCCOMBERE AL TAR E PAGA GLI AVVOCATI
stampa pagina 7 giugno 2016
Raniero Fabrizi, a capo dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila, firma determine per il pagamento di parcelle fino a 2mila euro a legali ed avvocati, che continuano a vincere al Tar, contro il silenzio dell’Ufficio sulle pratiche della ricostruzione, alcune presentate anche sei anni fa. E siccome c’è una legge che garantisce tempi certi a qualsiasi richiesta fatta ad una pubblica amministrazione, l’Usra, che non risponde, soccombe giuridicamente, ma non si preoccupa perché tanto paga con un fondo specifico “contenziosi e sopravvenienze passive” previsto nel decreto Diset n.48 del 2013 ed è nella “sua” contabilità speciale. I giudici ad un certo punto hanno escluso il Comune da ogni responsabilità visto che per legge è l’Usra, a dover definire modalità ed esame delle istruttorie, sentita l’amministrazione, e soprattutto i tempi, che non devono superare i 180 giorni. Forse lo Stato ignora che Fabrizi fa tutto quello che dice l’assessore Di Stefano, solo così, d’altra parte, salva la poltrona, ed entrambi sanno che i soldi subito non ci sono, tirano quindi a campare, senza chiudere le decine di migliaia di procedimenti aperti, cioè le pratiche presentate, tanto c’è il pozzo senza fondo delle passività per pagare i tribunali. Hanno cercato di sviare dalle loro responsabilità dicendo ad un certo punto che i 180 giorni sarebbero decorsi dalla presa in carico della pratica e comunque solo rispettando il cronoprogramma civico dei lavori, con tempi d’attesa fino al 2018, oggi sicuro di più, ma neanche questo passaggio li ha salvati, perché per il Tar continua a mancare la certezza dei tempi. Tanto paga Pantalone, e nessuna responsabilità è prevista per carenze congenite delle quali beneficeranno solo gli studi legali. I 180 giorni per chiudere l’istruttoria sono certi, trascorsi i quali, l’Usra permane in un silenzio sciatto che neanche motiva ed il Tar lo ha richiamato ai propri doveri di recente, per l’ennesima volta. Ha infatti imposto all’Usra di spiegare entro giugno perché non risponde al cittadino, alimentando di fatto lo sperpero senza fondo di risorse pubbliche, di cui Fabrizi dovrebbe assumersi ogni responsabilità. Sono migliaia le pratiche dimenticate al protocollo, non è pubblico l’ordine cronologico di arrivo, non è pubblico il loro esame, non è pubblico il responso dei contributi concessi e dei dinieghi e tutto pare giocato tra assessorato comunale alla ricostruzione ed il ruolo apicale dell’Usra di Fabrizi, che non lascerebbe per nulla al mondo, nella spola delle segrete stanze dove se passa avanti qualcuno, lo sanno solo loro.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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