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REATO IN PRESCRIZIONE
stampa pagina 7 luglio 2016
Lettera aperta al Presidente della Repubblica e al CSM. "Miei cari,
Facendo seguito alla mia di ieri, Vi invio la presente a dimostrazione che il mio teorema (vaneggiante?) è esatto, per cui sarebbe vostro dovere inviare degli ispettori alla Procura dell’Aquila.
Da Wikipedia. “Come volevasi dimostrare” è la versione italiana più diffusa dell’espressione latina “quod erat demostrandum”; è una polirematica che viene posta abitualmente al termine di una dimostrazione matematica, per segnalare che la validità di un teorema è stata definitivamente dimostrata.
Scrivevo ieri, sull’attesissimo processo all’ex (per niente magnifico) rettore dell’Università aquilana, Ferdinando Di Orio (o Di Iorio come in effetti si chiamava il padre). La Procura ed alcuni giudici del Tribunale dell’Aquila, quando si tratta di inquisire o giudicare grossi papaveri del luogo, sono spesso disattenti ancorché deferenti nei loro riguardi, è accaduto ed accade per Di Orio, è accaduto ed accade per il sindaco Cialente. Ho segnalato più volte la cosa al Presidente della Repubblica e l’ho rimarcato con una particolareggiata denuncia al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nella sua qualità di presidente del CSM. Anche perché non ho alcuna fiducia nel vice, on.le Legnini (e si fatti della cronaca odierna potrebbero darmi ragione).
Scrivevo ieri “Processo a Di Orio per l’ex Otimes, tutto a tarallucci e vino?”. Seguiva il titolo, ed una serie di sostegni al mio teorema. Non serve essere chiaroveggenti e per chi conosce l’andamento del Tribunale dell’Aquila, la cosa è stata chiarissima sin dall’inizio delle indagini. La validità del teorema da me espresso ieri, ma ne scrivo già da diversi anni, con la decisione di oggi è stata ampiamente dimostrata. All’Aquila, la Giustizia, non è uguale per tutti.
Il processo odierno è stato rinviato al 2 febbraio 2017 (essendo cambiati i giudici a latere sarà ripreso tutto dall’inizio, dalle indagini preliminari), ma i reati ascritti agli imputati Di Orio, Del Vecchio e Gallucci si prescrivono giusto a dicembre del 2016. È possibile che questo sia “sfuggito” ai giudici? La cosa sarà anche possibile, ma non ci crede nessuno, io per primo. Non sarebbe stato più opportuno fissare una nuova udienza a breve termine? Perché a febbraio e non a settembre? Quando si tratta di imputati “miseri mortali” i rinvii sono fissati a breve. Per la premiata ditta “Di Orio&C”, no.
Le vicende del sindaco Cialente, sono ancora più vergognose. In attesa di un riscontro.
Peppe Vespa
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