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SCUOLE, MANCINI E MASCIOCCO: “ALL’AQUILA NON C’E’ SOLO IL COTUGNO”
stampa pagina 1 settembre 2017
All’Aquila non c’è una sola scuola ricostruita, non c’è un piano, e non c’è solo il liceo classico Cotugno, peraltro di competenza dell’amministrazione provinciale, è ora di dare qualche risposta. Così stamattina in una conferenza stampa i consiglieri comunali Angelo Mancini, di L’Aquila sicurezza lavoro e Giustino Masciocco di Mdp – Articolo uno, con alcuni giovani militanti del partito e rappresentanti della Consulta giovanile per il Cotugno.
“Non sappiamo la situazione” ha spiegato Mancini “siamo in attesa da otto mesi dei risultati sulla vulnerabilità di alcune scuole materne e di una primaria ma l’indagine non è completa, non ci sono piani di adeguamento sismico ed ancora non commissionano studi per le scuole più popolose come la Dante Alighieri, la Patini e il circolo del Torrione, sono andato dall’assessore Liris e mi ha detto che non hanno fatto niente”. A parte i risultati tecnico geologici mancano quelli sulla vulnerabilità, ci vorrà ancora un anno almeno per averli ed un anno scolastico sta per cominciare, ne chiedono quindi conto a Biondi che aveva promesso di adeguare le strutture poco sicure entro l’estate.
“Il sindaco si sta preoccupando di altri edifici ma non di quelli comunali – ha proseguito Masciocco – peraltro nel Cotugno cosa cambierà? Resteranno lì 18 classi e la segreteria, i ragazzi saranno trasferiti in altri edifici ad Acquasanta con indici vulnerabilità inferiori a quello del Cotugno per il quale la Regione girerà 6milioni e mezzo di euro per riqualificarlo, ma è una scelta che non è stata condivisa con il Consiglio comunale, basta con i populismi”.
I consiglieri chiedono conto anche agli allora assessori provinciali Liris, Tinari e D’Eramo e a tutti gli amministratori pubblici che dal 2009, non hanno promosso un minimo di chiarezza sul fronte sicurezza scuole, non sapendo neanche delle indagini di vulnerabilità commissionate dall’ente provinciale, e dopo il 6 aprile dovrebbe per lo meno far riflettere, mentre a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico non si sa nulla di più “oltre allo spezzatino del Cotugno - ha proseguito Masciocco – sarà distrutto anche il senso di appartenenza e di identità degli studenti: siamo sicuri che troveranno 31 aule ad Acquasanta?”.
Una storia ingarbugliata “e nonostante la sentenza del Tar, a Pettino siamo ancora nelle stesse aule”. Il consigliere Mdp ha poi sollecitato la “verifica di vulnerabilità su tutti gli edifici pubblici da Villa Gioia a Palazzo Rotilio, presenteremo delle interrogazioni per chiederne conto”.
E’ certo che Cialente non ha fatto di meglio, ma finite le sfilate e la leggerezza post elettorale è ora di mettersi al lavoro “e fare i fatti una volta tanto, che fine faranno i laboratori del Cotugno realizzati con le donazioni?” si è chiesto Mancini dubitando che “il piano da 80milioni di euro previsto dal sindaco per edifici scolastici classificati agibili, potrà essere portato avanti”. E poi lo scoglio dell’ex Opitmes, struttura sottoposta ad un lungo contenzioso il cui reperimento anche diretto, per Masciocco, potrebbe causare degli incidenti di percorso amministrativo difficilmente gestibili. Ed infatti probabilmente dovrà essere fatta una gara: si farà? E’ tutta una nebulosa, i ragazzi chiedono “tempi di vita certi per gli studenti e nessuna divisione delle classi, oltre a voler partecipare ai tavoli tecnici”, per Giorgio Bruno di Mdp “ci fu anche una mobilitazione degli universitari - ha proseguito - che volevano lasciare l’ex Optimes perché poco salubre per la loro attività”; ed ancora “un impegno totale sulle scuole del Comune” per William Giordano “sul Cotugno è stata fatta una campagna elettorale, ma non esiste solo quel liceo”. E in effetti anche gli edifici abbandonati dell’ex Mazzini, dell’ex Patini, il futuro della sede della de Amicis e tutte le materne e primarie dovrebbero essere oggetto di una pianificazione parallela, ancora tutta da impiantare.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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